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Paragrafo 3 . Dal governo Parri al referendum istituzionale.

     
Il primo governo dell'Italia liberata, composto da tutti i partiti del
CLN e presieduto da Ferruccio Parri, esponente del partito d'azione  e
vicecomandante  delle forze partigiane, si insedi il  21  giugno  del
1945;  esso  doveva  affrontare  i  gravi  problemi  connessi  con  il
ristabilimento  della  convivenza  civile,  avviare  la  ricostruzione
economica  ed  amministrativa, definire  l'assetto  istituzionale  del
paese.  Il  programma  di  Parri,  che  si  ispirava  agli  ideali  di
rinnovamento  sociale coltivati durante la Resistenza, incontr  forti
ostacoli  all'interno della compagine governativa. Profonde  erano  le
divergenze  in  politica economica; l'annuncio  di  provvedimenti  che
andavano  contro gli interessi delle grandi imprese suscit la  decisa
opposizione delle forze moderate. Il ritiro dalla coalizione prima del
PLI  e  poi della DC provoc la caduta del governo Parri, nel novembre
del 1945.
     Il  nuovo esecutivo, presieduto dal segretario della DC Alcide De
Gasperi  e  formato  da  tutti i partiti del CLN  escluso  il  partito
d'azione,  fren ulteriormente le spinte innovatrici. I prefetti  e  i
questori  nominati  dai CLN nelle province dell'Italia  settentrionale
furono  quasi tutti sostituiti con funzionari di carriera.  La  scelta
tra  monarchia  e repubblica, che, secondo precedenti  accordi  tra  i
partiti,  avrebbe dovuto essere presa dall'assemblea  costituente,  fu
demandata ad un referendum, come preferiva De Gasperi per evitare  una
spaccatura   tra  il  gruppo  dirigente  della  democrazia  cristiana,
prevalentemente favorevole alla repubblica, e l'elettorato  cattolico,
in  gran  parte di sentimenti monarchici. Poteri legislativi  ordinari
furono  provvisoriamente attribuiti al governo e non alla Costituente.
I  progetti di riforma del sistema economico vennero messi  da  parte.
L'epurazione,  ossia l'allontanamento dagli apparati dello  stato  dei
soggetti   compromessi  con  il  regime  fascista,   fu   notevolmente
ridimensionata,  attraverso la concessione di  un'ampia  amnistia.   I
partiti  di  sinistra sostennero le scelte moderate di De  Gasperi  e,
anche quando queste causarono un'ondata di proteste in tutto il paese,
si  mantennero  prudenti,  mirando  a  non  provocare  fratture  nella
coalizione governativa e a guadagnare un consenso elettorale pi ampio
possibile.
     Il  2  giugno  1946 si tennero il referendum istituzionale  e  le
elezioni per l'assemblea costituente. Si votava per la prima  volta  a
suffragio  universale maschile e femminile. I votanti  furono  il  90%
degli  aventi  diritto.  Al  referendum  istituzionale  la  repubblica
ottenne  il  54,3% dei voti, frutto della netta maggioranza conseguita
nelle  regioni  centrali e settentrionali, che  and  a  compensare  i
risultati del sud e delle isole, ampiamente favorevoli alla monarchia.
Le  elezioni  per l'assemblea costituente confermarono  quanto  emerso
nelle  elezioni  amministrative che si erano tenute qualche  settimana
prima: il consenso dell'elettorato si concentr su DC, PSIUP e PCI, ai
quali  and  rispettivamente il 35,2, il  20,7  e  il  19%  dei  voti;
liberali,  repubblicani e qualunquisti ottennero percentuali inferiori
al 7%.
